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Così parlavano...

Ultima modifica il Lunedì, 28 Gennaio 2013 16:31
“COSI’ PARLAVANO”. Ovvero : piccolo dizionario di vetero-scoutese


 

ALZABANDIERA : s. m . Dall’unione  di “alza” e “bandiera” (freq.).  (1) struttura più o meno complessa , normalmente realizzato con pali di legno uniti tra di loro con “sforzino”(vedi alla voce), allo scopo di sostenere un numero variabile di bandiere, guidoni (vedi alla voce ) e stracci colorati: destinato inevitabilmente a crolli più o meno rovinosi, era frutto di macchinose soluzioni ingegneristiche in cui la staff di riparto (vedi alla voce) manifestava tutto il suo inguaribile esibizionismo maschile ; (2) cerimonia in cui le predette bandiere venivano alzate , normalmente accompagnate dal suono del fischietto di un aiuto capo riparto coi polmoni di Enzo Maiorca (freq.).

 

AMBULANZERIA: s.f. Termine assolutamente arcaico e desueto, stante ad indicare (1) la cassetta del pronto soccorso di una squadriglia o di un riparto , contenente , di norma, anche una certa quantità di articoli medicinali assolutamente inutili o inutilizzabili (frequente la presenza del termometro per neonati); (2) la corrispondente specialità individuale o di squadriglia .

 

BUCA : s. f.    Buca per eccellenza è la buca delle latrine (des.) , accessorio indispensabile dei (lontani) tempi eroici dello scoutismo in cui scaricavano gli escrementi . Di qui l’esigenza della capienza , della profondità del manufatto in questione, nonché della sua attenta collocazione rispetto a quella del campo e alle correnti aeree . Frasi celebri: “sei caduto nella buca delle latrine? (pop.) ; “ sei primo in classifica lavori umili:  hai vinto lo scavo della buca delle l.” ( Mantova 2); “La progressione personale della branca RS passa attraverso lo scavo e il riempimento della buca delle l.”(capo clan anonimo).

 

BIDONE: s.m. (1) Contenitore cilindrico di metallo destinato a molteplici usi, il più frequente dei quali era (ed è) quello di fornello da campo (2) Contenitore di materiale plastico di notevole dimensioni la cui funzione era quella , prima della raccolta differenziata, di contenere la spazzatura della cucina o della cambusa (c.d. “bidone dello schifo” arc.) ; nella classifica lavori umili la sua pulizia veniva affidata al secondo piazzato . (3) “Tirare il bidone”(gergale) : sport nazionale della branca RS , ora diffuso anche in comunità capi  : espressione ora per lo più sostituita da “tirare il pacco”(rec.)

 

CATINO: s.m. (1) il pavimento di una tenda da campo. Ai primordi dello scoutismo era staccato dal resto della tenda, cui veniva collegato da un complicato sistema di anelli di corda e di metallo, che non chiudevano un bel niente ; bersaglio prediletto di coltelli, picchetti e appuntitissimi alpenstock (con esiti facilmente immaginabili) , dopo pochi campi si trasformava in una specie di coperta di Arlecchino, causa la presenza di toppe di materiale vario. Destinato , inevitabilmente , a riempirsi d’acqua al primo acquazzone. Frasi ricorrenti : “Hai fissato il catino?”; “si è rotta la cerniera del catino ***!!!”.

 

CAMPO MOBILE : s.m.  (1)espressione caduta in disuso , equivalente al gallicismo route. Spesso il campo mobile si trasformava in un’autentica “carovana dell’alleluja , composta da adolescenti  attrezzati con zaini residuati (vedi alla voce “italiano”) della guerra di Corea,  e anfibi provenienti da stock di surplus militari. L’alimentazione dei rover partecipanti ad un campo mobile era assolutamente monotona: marmellatine (vedi alla voce più avanti), scatolette di tonno , carne in scatola (non molto apprezzata). Qualcuno osava portare il formaggio (con conseguenze facilmente immaginabili, specie di estate) e le cioccolatine. Alla sera i capi clan più magnanimi concedevano ai loro rover (bontà loro…) un piatto di minestrone in qualche rifugio CAI sovraffollato. Il campo mobile si faceva solo ed esclusivamente in ambiente montano, con tappe oscillanti tra le sei e le dieci ore di cammino, spesso su sentieri impegnativi. Insomma, una robina seria . (2) parte itinerante di evento formativo, contrapposto a “campo fisso”,tipico dei CFA interbranca AGESCI da vent’anni a questa parte.

 

CLASSIFICA LAVORI UMILI: s.f. . (arc.) Istituzione peculiare dell’antico Mantova 2, meritevole di essere citata quale strumento infallibile di giustizia sostanziale (meglio di un’ordalia…). Il rover o il novizio resosi responsabile di “bidoni”(vedi supra), ai danni della comunità RS, veniva automaticamente inserito nella predetta classifica au contraire; la graduatoria   durava da settembre al campo estivo successivo. Il vincitore veniva insignito del “premio classifica lavori umili” , ed assegnato, senza possibilità di appello, allo scavo (